TREVIGNANO E IL SUO TERRITORIO

LA CAMPAGNA CHE COLLEGA MONTELLO, PIAVE E SILE


Compreso tra il corso del Piave e quello del Sile, ai piedi del Montello e a pochi chilometri da Treviso, Asolo e Castelfranco Veneto, a un’ora dalla montagna e a un’ora dal mare, il territorio di Trevignano si configura come una distesa pianeggiante che, nonostante il poderoso sviluppo industriale del secondo dopoguerra, ha mantenuto ancora, per ampi tratti, la connotazione rurale che lo ha contraddistinto per secoli.


Trevignano e la sua storia

Le radici della sua storia affondano fino all’800 a.C. circa, periodo dell’invasione delle prime genti paleovenete provenienti dall’Asia Centrale. Se le popolazioni indigene sono costrette a rifugiarsi in collina, le pianure vengono costellate di insediamenti paleoveneti, e Trevignano è uno di questi. Secondo alcune teorie, Trevignano sorgeva a quel tempo in prossimità di un corso d’acqua, forse un ramo del Piave (questo spiegherebbe la particolarità del sottosuolo: argilla e sabbia sassosa). La zona era inoltre ricoperta da ampie fasce boschive, solo successivamente disboscate per lasciare posto alla pastorizia e all’agricoltura. Sotto l’Impero Romano (per Trevignano passa la via Postumia, importante strada consolare romana del II secolo a.C.), e poi sotto il dominio longobardo, la zona acquisisce via via maggiore importanza dal punto di vista agricolo e commerciale, ma bisogna attendere gli statuti del 1231 per leggere dell’esistenza di un “Trevignano de sub e Falzedo”: nell’XI secolo Trevignano e AGRITOUR dei Cavedìn Falzè erano già ville civilmente costituite con il loro Meriga. Nel primo medioevo sono i primi borghi a risorgere dopo le invasioni barbariche: si torna a coltivare i terreni che erano stati abbandonati e a disboscare nuovi appezzamenti. Musano, che nell’XI secolo è sede di un monastero, e Signoressa, che nascerà in seguito con il nome di Posnuovo, si svilupperanno più tardi. Trevignano sarà importante zona di passaggio per i traffici via terra sia nel Trecento, quando la Marca Trevigiana è sotto il controllo dei Da Camino, sia durante il dominio della Serenissima.

Nonostante ciò l’economia di Trevignano continua a essere fortemente legata alla produzione agricola e all’allevamento: sia nel XIX che all’inizio del XX secolo si trovano testimonianze di una condizione economica miserabile, di malnutrizione e di malattie ad essa correlate, come la pellagra. E proprio da una storia di soprusi e miseria nasce l’omicidio della Contessa Teodolinda d’Onigo (la cui famiglia possedeva a inizio del ‘900 gran parte del territorio di Trevignano) per mano del bisnente Pietro Bianchét, che, stanco di soprusi e privazioni, la assassinò nel 1903. Non lontana dal fronte del Piave, Trevignano fu interessata dalle operazioni della Prima Guerra mondiale: Villa Coletti di Musano ospitò il Comando Generale dell’esercito, mentre Villa Onigo divenne un vero e proprio ospedale della Croce Rossa, come del resto villa Oniga Farra a Falzé, visitata anche dal re Vittorio Emanuele III. Base d’appoggio per le truppe alleate, il territorio comunale fu preso di mira anche dall’aviazione nemica. Non andrà meglio durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Trevignano sarà teatro di scontri tra nazifascisti e partigiani, che sfoceranno nei tristi fatti di Zapparè e nel più edificante episodio di via Cornarotta, a Falzè. La prima metà del ‘900 è stata un periodo di miserie, sofferenza e privazioni per i trevignanesi, che a migliaia sono emigrati in cerca di fortuna in Belgio, Svizzera, Francia, ma anche Australia, Brasile, Argentina e Canada... Solo a partire dal secondo dopoguerra la miseria ha abbandonato le campagne trevigiane, lasciando posto a un incontenibile sviluppo artigianale e industriale, che ha fatto del territorio trevigiano uno dei più produttivi e benestanti al mondo. In particolare, a prendere piede è stato il settore calzaturiero: Trevignano è, insieme a Montebelluna e ad altri comuni limitrofi, il cuore dello Sportsystem, il Distretto della Calzatura sportiva. Oggi il Comune di Trevignano conta poco meno di 11mila abitanti e un solido tessuto produttivo, che alterna insediamenti industriali e manifatturieri a una tradizione agricola ancora molto fiorente e diffusa. Negli ultimi anni anche il settore terziario sta assumendo dimensioni di tutto rispetto.

 

Percorsi ciclopedonali nelle vicinanze

Collegamento diretto

Trevignano - Caerano lungo il Canale Brentella.
Percorso ciclopedonale che dal percorso “Ai Prai” di Trevignano, continua lungo il canale Brentella, attraversando il comune di Montebelluna fino a raggiungere Caerano di San Marco. A sua volta, da Caerano di San Marco parte il Sentiero Natura Via Vallon.
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A 3 km

Ciclovia “Dalle Dolomiti a Venezia”.
Si parte da Belluno. L’itinerario prevede una discesa lungo il corso del Piave in direzione del Cansiglio, da dove poi raggiungere la fertile regione dell’Alpago. Il Passo del Fadalto porta a Vittorio Veneto e poi a Conegliano. Si passa per Volpago del Montello, prima di giungere a Treviso. Infine si punta alla terraferma veneziana percorrendo un bell’itinerario lungo il fiume Sile.
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A 5 km

Percorso ciclopedonale Montebelluna-Nervesa
lungo l’ex linea ferrata. In fase di realizzazione.

A 10 km

GiraSile.
La strada verde del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. Corridoio ecologico che attraversa tutto il Parco, dalle sorgenti a Portegrandi, destinato alla mobilità lenta (ciclabile, pedonale e in barca).
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A 15 km

Treviso-Ostiglia.
Percorso ciclabile che si sviluppa sul vecchio tracciato dell’omonima ferrovia militare, che attraversava gran parte del territorio Veneto, per una lunghezza totale di 113 chilometri. La ciclabile è in fase di realizzazione, ma in gran parte già percorribile sia a piedi che in bici.
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A 15 km

L’itinerario ciclo-pedonale Sui Sentieri degli Ezzelini è un percorso naturalistico che segue il corso del torrente Muson e del torrente Lastego. Inizia a Resana come continuazione dell’itinerario “Muson dei sassi” proveniente da Padova e prosegue verso nord fino a Paderno, in località S. Liberale, ai piedi del Monte Grappa. Per la maggior parte corre su strade bianche, per un’estensione totale di circa 38 Km.
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