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Casa Sernagiotto

Itinerari


Casa Sernagiotto, nel giorno che ci interessa, era l’ultima casa di Falzé, isolata in mezzo alla campagna. È stata demolita qualche decennio fa, e sostituita con le abitazioni recenti.

Si sarebbe detta una tranquilla casa di contadini, come tante altre, ma non era così, perché era anche un rifugio dei partigiani. Ne aveva ospitati sino a dodici durante i mesi dell’occupazione tedesca, tra cui uno di Lecce, di nome Donato, che viveva lì con la moglie e due figlie. Prima di allontanarsi, Donato aveva nascosto in un baule delle armi, in modo che i partigiani potessero recuperarle al momento opportuno.

Ai consueti pericoli, quella mattina se n’era aggiunto un altro: passando con i famosi cavalli sottratti ai tedeschi, i partigiani ne avevano nascosto i finimenti proprio nel pagliaio di casa Sernagiotto, mentre le munizioni erano state abbandonate poco più in su, in una stradina tra i campi.

L’avvicinarsi del gruppo dei tedeschi e degli ostaggi rappresenta quindi una grave minaccia per casa Sernagiotto: se i tedeschi decidessero di fare una perquisizione e trovassero le armi e i finimenti dei cavalli, forse potrebbero bruciare la casa con i suoi abitanti. Per fortuna i tedeschi non hanno il tempo né dispongono di forze sufficienti per eseguire perquisizioni accurate. Entrano in cucina e arrestano Ferdinando, che, proprio per non creare problemi in quella situazione, si arrende senza opporre resistenza.

Poi il gruppo prosegue verso la casa più vicina, quella della famiglia Zanatta, distante qualche centinaio di metri. Le abitazioni che oggi si vedono in questo tratto di strada sono state tutte costruite dopo la guerra, alcune in anni molto recenti.