Casa Zanatta
Itinerari
Proprio lungo il corso d’acqua, c’era allora un piccolo boschetto, oggi ridotto a poche piante, che apparteneva alla famiglia Zanatta o, per meglio dire, alla proprietà del conte Oniga Farra che la famiglia Zanatta coltivava a mezzadria. Qui erano stati legati i cavalli di cui si erano impossessati i partigiani.
Trovati i cavalli, il comandante tedesco ritiene che la famiglia sia in qualche modo coinvolta. Minaccia di incendiare la casa, ma poi, forse impressionato dai tanti bambini che stanno guardando dalle finestre pieni di paura, desiste. I soldati entrano in casa e arrestano i fratelli Emilio e Arduino. Carlotta, moglie di Emilio, vorrebbe seguire il marito: i figli e i nipoti in qualche modo riescono a trattenerla. Il terzo dei fratelli Zanatta, Angelo, si salva fuggendo per i campi.
Proprio per vedere i cavalli di cui si era sparsa rapidamente la notizia, Francesco e Dionisio Gatto erano venuti dalla loro casa, lì vicina, verso il boschetto di fronte a Casa Zanatta: fatta la curva della strada, all’improvviso si trovano di fronte i tedeschi, che intimano loro di alzare le mani e li arrestano. Stessa sorte capita poco dopo a Girolamo Gatto, padre di Dionisio, e a Francesco Schiavon, venuti anche loro a vedere i cavalli. Incrementato il gruppo con i nuovi prigionieri, il comandante tedesco ordina di proseguire.