Percorso 30 aprile
Lunghezza: 2,3 Km
Il «Percorso 30 Aprile» vuole ricordare un evento verificatosi, tra Trevignano e Falzé, il 30 Aprile 1945, ultimo giorno della Seconda Guerra Mondiale in questo territorio.
Quel giorno 36 civili, fatti prigionieri dall’esercito tedesco, furono tenuti in ostaggio per cinque ore, sotto minaccia di fucilazione se non fossero stati restituiti quattro soldati tedeschi catturati dai partigiani.
La vicenda si concluse poi positivamente, grazie all’intervento eroico del parroco di Trevignano, don Floriano Mazzarolo, che, inginocchiatosi davanti alla mitragliatrice e chiedendo di essere ucciso lui per primo, ottenne la liberazione di tutti gli ostaggi.
Il «Percorso» si snoda, quindi, lungo il tragitto compiuto dagli ostaggi: dall’osteria Tormena in via Alta a Trevignano, sino al Capitello votivo in via Cornarotta a Falzé.
CONTESTO STORICO
Il 30 Aprile 1945, per il territorio dell’Alto Trevigiano, è stato l’ultimo giorno di guerra, l’ultimo giorno dell’occupazione tedesca.
Dopo la Liberazione delle grandi città del Nord il 25 aprile, dopo l’arresto di Mussolini il 27, si capiva che la guerra era ormai alla fine e che gli Alleati sarebbero presto arrivati. Erano giorni di speranza, dunque, ma anche di grande tensione, perché si temeva che la guerra potesse concludersi con un generale bagno di sangue o, comunque, con molte vittime tra i civili. Il ricordo dei dieci Martiri di Zapparè, catturati ed uccisi dai tedeschi solo un mese prima, il 22 marzo, era d’altronde ancora molto vivo in tutta la popolazione di Trevignano.
Quello tedesco era un esercito ormai in rotta, il cui unico obiettivo era di garantirsi una sicura ritirata verso nord. Ma erano pur sempre soldati ed occupanti, dai quali era lecito temere qualche azione disperata, qualche vendetta conclusiva. Per questo c’erano tensione e paura.
Per tutto il pomeriggio di domenica 29 aprile e la notte tra il 29 e il 30, il territorio di Trevignano e Falzé fu attraversato da colonne di tedeschi in ritirata che salivano verso Montebelluna. Di tanto in tanto aerei alleati bombardavano per ostacolarne la marcia. In questo contesto si verifica l’episodio degli ostaggi al cui ricordo è dedicato questo percorso.
La mattina del 30 aprile, alle prime ore del giorno, presso casa Merlo in via Alta a Trevignano, alcuni partigiani fanno prigionieri quattro soldati tedeschi che lì dimoravano e si impossessano di due cavalli. Non si è mai saputo esattamente chi fossero questi partigiani né a quale gruppo appartenessero. Di certo non appartenevano al gruppo partigiano che aveva la propria sede in villa Coletti, nel centro di Falzé, perché in questo caso essi avrebbero verosimilmente condotto prigionieri e cavalli alla loro base operativa. Invece, da via Alta si sono diretti verso Nord, lungo via Marzari, poi hanno proseguito sino alla parte estrema della frazione di Falzé, ove hanno abbandonato i cavalli, mentre hanno condotto i quattro prigionieri nel casello lungo la linea ferroviaria, in località Turcata.
Il tenente che comandava la guarnigione tedesca, informato dell’azione dei partigiani, decide di reagire con un rastrellamento di civili, da tenere in ostaggio sino alla restituzione dei suoi soldati.
Verso le nove del mattino, presso l’osteria di Tormena, vengono catturati i primi ostaggi. Sono Angelo e Vittorio Sottana, Ettore De Nardi, Antonio Ziclicli, Amedeo, Bruno e Luigi Marconato. Non sono partigiani, ma civili.
Poi il comandante tedesco convoca in casa Merlo il parroco di Trevignano, don Floriano Mazzarolo, che vi si reca senza indugio, accompagnato da Angelo Bortolotto, un chierico del Seminario vescovile, allora sfollato in Villa Onigo a Trevignano, che conosce il tedesco e può quindi fare da interprete. Al parroco il tenente detta le sue condizioni: rivuole i suoi soldati con i cavalli, oppure farà bruciare il paese e giustiziare gli ostaggi.
Da via Alta il gruppo dei soldati tedeschi, non meno di trenta, e degli ostaggi con il parroco sale lungo via Marzari, seguendo le tracce lasciate dai cavalli.
In questa direzione va anche il nostro «Percorso», lungo via Marzari, sino alle Case Berti.
Luoghi d’interesse
Legenda
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Partenza itinerario -
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